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Dovresti scriverti una lettera

Ogni persona ha tre io: quello passato, quello presente e quello futuro. 

L’io passato e l’io futuro vengono da due figure che conosciamo bene.

I bambini, con i loro desideri irrealizzabili, hanno valori e sogni che vale la pena conservare e lottare per ottenere. 

Gli anziani, così saggi, a volte sono ancorati nei loro principi, è vero, ma sanno riconoscere perfettamente che anche se quella volta son stati bocciati all’esame, l’hanno fatto per amore. E va bene così. 

L’io presente, preso dal vivere alla giornata, spesso dimentica di comunicare con gli altri due, che invece hanno sempre una visione d’insieme più concreta.

Quante volte avete annoiato gli amici con i vostri drammi, in cerca di consigli, per poi fare quello che volevate fin dall’inizio? Non aveva senso rivolgersi a qualcuno, penserete. 

Invece, il solo parlare a voce alta crea soluzioni. Conta poco che davanti a voi ci sia un amico, un cane o il muro; state solo parlando con voi stessi. 

Quindi, la prossima volta, se volete risparmiarvi quello sguardo da te l’avevo detto dei vostri amici, provate a parlare con “i vostri io” più responsabili. Se sono occupati, accontentatevi di quello presente. 

Di queste intuizioni, il Brand Hp ha fatto un racconto particolare. 

Conosciamo il suo legame col futuro, necessario, per chi si occupa di tecnologia. 

La novità è che, con la Web Serie Dear future me, Hp parla di comunicare col futuro, di porsi obiettivi in grado di rendere più fruttuoso il presente. 

Tutto questo è possibile con un dialogo costante con noi stessi. 

Siamo in New Jersey, alcuni ragazzi scrivono delle lettere indirizzate a loro stessi, che potranno aprire solo durante l’ultimo anno di scuola. In due puntate vediamo la totalità del percorso: dall’apertura delle lettere passate, piene di speranza, degli studenti del 2014, alla stesura di quelle dei ragazzini stremati dalla Pandemia, nel 2020, che si augurano che le cose cambieranno. 

 

 

Nei momenti difficili, tutti vorremmo chiudere gli occhi e catapultarci altrove. O almeno fare una chiamata al noi del futuro e chiedergli: “Come stai? Sei ricco? Usi ancora la mascherina?”

Ma tutto ciò che possiamo fare di davvero utile è lavorare sul presente e goderci il viaggio. E poi, magari, scriverci una lettera. 

 
Elisabetta Pitrone
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