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LEGO – Una storia di successo

Il primo brand che verrebbe in mente a qualsiasi persona, di qualsiasi età, parlando di giocattoli è sicuramente LEGO, nota in tutto il mondo per la sua linea di mattoncini assemblabili.

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Facciamo un passo indietro nella storia. 

LEGO nasce nel 1932 quando un falegname di nome Ole Kirk Kristiansen cominciò a fabbricare giocattoli di legno nella sua città natia di Billund, in Danimarca. 

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Curiosità: Il nome dell’azienda venne ideato solo nel 1934 e deriva dall’unione delle parole “leg godt”, che in danese significa “gioca bene”.

Nel 1949 la famiglia Kirk acquistò una macchina a iniezione per lo stampaggio della plastica, materiale sempre più utilizzato e diffuso, che diede una svolta alla produzione per creare il mattoncino automatico ad incastro, poi rinominato mattoncino LEGO nel 1953.

Dagli anni ‘70 ai ‘90 l’azienda registrò una forte espansione, grazie alla distribuzione negli Stati Uniti e alla commercializzazione di numerose serie di LEGO, alcune delle quali ispirate a film di successo.

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Nel 1973 LEGO decise di fare un restyling del proprio logo, sentendo l’esigenza di crearne uno che rappresentasse l’identità del marchio a livello globale.

All’inizio del nuovo millennio, però, l’azienda fu colpita da un periodo di crisi e le vendite calarono drasticamente, sino ad arrivare nel 2004 sull’orlo della bancarotta.

Pochi anni più tardi, solo grazie ad un management rinnovato, LEGO riuscì a ristrutturare l’azienda e i processi interni, tornando ai fasti di un tempo. 

Questo cambio di rotta fu trainato dalla forte apertura verso il digital che gli permise di diversificare i suoi prodotti, rendendola un’azienda in continua evoluzione. 

Infatti se fino a poco tempo prima i bambini adoravano i suoi mattoncini e li utilizzavano per liberare la loro immaginazione, adesso durante il tempo libero preferivano intrattenersi con nuovi contenuti e dispositivi come videogiochi, smartphone e piattaforme di intrattenimento online. La manualità richiesta per la costruzione di intere città di mattoncini LEGO, era stata sostituita dalla automatizzazione dei computer con giochi come The Sims, Clash of Clans sino ad arrivare a Fortnite, videogioco in voga oggi.

Per questo motivo LEGO iniziò a ideare e produrre videogiochi e cortometraggi, per difendersi in un nuovo mercato in espansione ma soprattutto per ispirare questa nuova generazione di bambini.

Ma c’era ancora un tassello mancante. Conquistati i più piccoli, bisognava conquistare anche i loro genitori, le buyer personas.

E se fino a quel momento LEGO creava kit per franchise cinematografici come per Star Wars, nel 2014 lanciò il suo primo film totalmente brandizzato in collaborazione con la Warner Bros. Pictures: The Lego Movie.

Un film d’animazione dai toni ironici, un gioco di cinema che si costruisce mattoncino dopo mattoncino, tra divertimento azione e citazioni della cultura pop.

La pellicola ha sbancato, incassando al botteghino $468 milioni in tutto il mondo, a fronte di investimento di soli $60-65 milioni. Deadline Hollywood ha stimato che il film abbia ottenuto un profitto di $229 milioni, posizionandosi al terzo posto nella lista dei film più redditizi di quell’anno. 

The Lego Movie ha dato uno slancio alle vendite LEGO aumentate del 14% dopo l’uscita del film sino ad arrivare nel 2015 ad un aumento del 25%.

Un vero e proprio rilancio del brand che per questa sua produzione ha ricevuto elogi da parte della critica vincendo il BAFTA Award, Critics ‘Choice Movie Award e il Saturn Award come miglior film d’animazione; E’ stato candidato al Golden Globe e ha ricevuto una nomination agli Oscar per la migliore canzone originale, “Everything Is Awesome”. 

Curiosità: Il film ha registrato un impressionante 96% su Rotten Tomatoes.

Forte di questo grande successo, negli anni successivi LEGO ha prodotto un sequel The Lego Movie 2 – Una nuova avventura, e ha sviluppato anche due spin-off, Lego Batman e Lego Ninjago.

Tutto ciò senza mai smettere di produrre i tradizionali mattoncini, infatti vennero realizzati ben 17 kit di costruzione che riprendevano scene iconiche per permettere a grandi e piccini di rivivere le emozioni del film.

Possiamo certamente dire che il case study The Lego Movie è l’esempio perfetto di Branded Entertainment. L’azienda danese aveva bisogno di avvicinarsi ai giovani di oggi ma anche ai bambini di ieri. Crediamo proprio che ci sia riuscita.

 
 
Gerald Fort Garcia
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