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L’importanza della stupidità

Si sa: l’intelligenza ha sempre il suo fascino. Che si parli di matematica, di storia, o di torte, ascoltiamo con piacere chi sa qualcosa in più di noi. 

Se vi siete mai sentiti stupidi davanti a qualcuno di loro, buon per voi. Serve molta intelligenza per essere stupidi. Non a caso i Griffin sono tra i cartoni animati di maggior successo; TikTok funziona, molto spesso, in quanto regno della stupidità ben architettata; qualche volta, guardiamo con piacere le pubblicità, ma solo se sono davvero stupide o davvero emozionanti. 

Parliamo di Metropolitane. In Italia, una voce registrata ripete in maniera solenne: 

“Non oltrepassare la linea gialla.” 

Corretto, niente da dire. Ma, per avere successo, serve anche l’originalità. 

Perché essere originali in un messaggio della Metro? Vi chiederete.

Ecco il motivo.

 

Siamo nel 2012, a Melbourne. L’agenzia pubblicitaria McCann ha trovato un modo geniale per dire lo stesso messaggio, ma in maniera stupida, quindi bella. 

Lo spot Dumb ways to die, ottiene un successo immediato, e diventa il video più condiviso del 2012, uscendo dai confini australiani e diventando un successo mondiale. 

(Se non avete mai sentito questa canzone, preparatevi ad averla in testa per tutto il giorno).

 

In quanti modi stupidi si può morire? Si può mangiare la colla, giocare con un alveare, tirare fuori il toast con una forchetta, e si può oltrepassare la linea gialla. 

È un messaggio piuttosto ovvio, ma è grazie a come si dice, che si crea un effetto diverso. 

Diverso in tutti i sensi. La stupidità non solo diverte, ma salva vite (e fa guadagnare).

Si legge su Brand News (2013) che dopo la campagna, gli incidenti nelle metro si sono ridotti del 21%. Pensate a questa percentuale non come un numero, ma in termini di vite umane. 

Se qualcosa funziona, va usata, ripensata e diffusa ancora. Ecco perché nascono presto l’App Dumb ways to die e un gioco per bambini ispirati allo spot. Oltre ai cartelloni pubblicitari nelle metropolitane, la versione karaoke della canzone e così via.

Parliamo di numeri. La campagna, nella sua totalità, ha portato un guadagno di 60 milioni di dollari. Tra i motivi di tanto successo, c’è una volontà strettamente connessa al Branded Entertainment

Lo sappiamo dallo stesso John Mescall, il direttore creativo dell’agenzia McCann, che dichiara di non voler creare una pubblicità, ma un contenuto in grado di competere con quelli a pagamento. Ad esempio, la canzone doveva essere agli stessi livelli della musica che le persone compravano su iTunes. 

Direi che ci sono riusciti.



Elisabetta Pitrone
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